LE GIORNATE EUROPA – COBATY INTERNAZIONALE
PALLANZA, APRILE, 12.14 APRILE 2002

 


PARTECIPANTI:
Cobaty Internazionale

Jean Siaut, Presidente,  Alain Jaffrè, Direttore Generale, Abdelkader Chérigui Direttore di Progetto, Martine Coets-Gaibili, Assistente
Cobaty Italia – Milano Gabriele Salvatoni, Presidente,
Giovanni Bottini, Aldo Bottini, Giacomo DellaVolta, Pier Moro, Giselda Barina, Ivan Bertoluzza, Luciano Ceschel, Carlo Pecchini, Giulio Stella, Roberto Uslenghi, Bruno Venturini, Sergio Tattoni.
Cobaty Marocco – Casablanca Berrada Charrafeddine, Presidente
Cobaty Spagna – Valenzia Jose-Louis Sanjuan-Pitarch, Presidente
Cobaty Libano – Beirut Toufic Salhab
Cobaty Svizzera – Ginevra Jaques Hausenstein
Cobaty Svizzera – Losanna Thierry Oppikofer
Cobaty Francia – Seine Marittime Ubald Silvestri
Cobaty Francia – Alta Savoia Jean-Marie Sabatier
Cobaty Francia – Chambery Philippe Rieux
Cobaty Francia – Avignone Jean-Louis Mognetti
Cobaty Francia – Nizza Jean-Pierre Casillon
Cobaty Francia – Lione Frédéric Ragot
Cobaty Francia – Tolosa Michel Darnet
Cobaty Francia – Agen Lot e Garonne Muriel Boulmier
  Renato Caronna – Invitato
Karl Heinz Zachmann - Invitato


Sede dei lavori:
Hotel Pallanza e Palazzo Viani Visconti – Pallanza

 

Sintesi dei Lavori
A cura di K.H. ZACHMANN

 

Cobaty International è un’associazione europea ed internazionale con sede a Bruxelles.
Nata inizialmente da un’associazione madre francese, essa è diventata autonoma da qualche anno, senza per altro tagliare i legami forti e profondi con il Cobaty francese.

Cobaty International è partito per trovare ed affermare la propria personalità all’interno della grande famiglia delle associazioni/federazioni europee e internazionali e a questo scopo di trovare le sue proprie risorse.
A breve e medio termine Cobaty International si è impegnato a consolidare l’esistenza della sua organizzazione, la sua struttura e forma giuridica, in somma la sua vita.Per diventare veramente una associazione/federazione di misura europea, conviene capire progressivamente la maggioranza degli stati membri dell’Unione e parallelamente i paesi candidati oltre al maggior numero di paesi nel mondo.

Consolidare e sviluppare è stato il tema della prima giornata di Cobaty Internazionale che ha riunito qui a Pallanza circa trenta partecipanti provenienti da sei paesi diversi, tra cui il Marocco ed il Libano.
Gli organizzatori di queste giornate sono stati certamente ben consigliati, o forse anche ispirati dallo schema di lavoro della Convenzione Europea, di ascoltare prima gli attori locali e di registrare le loro esperienze vissute e poi riflettere e porre delle domande e delle soluzioni concrete da discutere, allo scopo di trarre delle prime conclusioni che diventeranno in seguito il nodo di un futuro programma d’azione.

Le giornate si sono suddivise, conformemente ai temi scelti, in due laboratori di lavoro.
Il primo aveva come titolo
Consolidare l’immagine di Cobaty International in Europa
il secondo è stato battezzato
Sviluppare, preservandone l’identità, l’organizzazione europea”.
Ambedue i laboratori di lavoro hanno alcuni punti in maggiore evidenza.

 

 

Il laboratorio A ha messo in evidenza le aspettative di base. Le necessità materiali cosi come quelle che derivano dall’informatica.
Riguardo alle aspettative di base, questo incontro ci ha permesso di raccogliere le testimonianze concrete dell’esistenza di C.I., di poterci sentire come parte integrante del C.I. con la sua sede a Bruxelles, di percepire il ragionamento di Cobaty attraverso la sua etica ed il suo pensiero entrambi divulgati e vissuti dalle associazioni nazionali, di costatare la presenza, la “manifestazione” di C.I. per quanto possibile e necessario, presso le associazioni nazionali / locali e particolarmente quelle create recentemente.
Circa le necessità materiali, la riunione tenutasi all’interno del laboratorio A ci ha offerto un’occasione di dialogare riguardo alle documentazioni di C.I. in più lingue, di definire gli strumenti di lavoro del C.I., di chiarire la sua struttura, la sua organizzazione, il suo funzionamento.
In più le discussioni all’interno di questo laboratorio ci hanno fornito delle informazioni sui fondi europei, oltre ad un aiuto pratico per l’utilizzo dei fondi e la preparazione dei progetti da sottoporre.
Notiamo anche che bisogna fare interessare le associazioni e i cobatisti di ciò che accade, si propone e si progetta a Bruxelles.
Bisogna anche che C.I. per quanto possa, risponda a quelle direttive della Commissione Europea, come i libri verdi e bianchi e i progetti e le proposte.
Infine, riguardo alle necessità informatiche, si nota la necessità di un annuario dei membri e delle loro specializzazioni e di immettere le associazioni e i loro membri nella rete interattiva.
Bisogna fin d’ora scambiarsi gli indirizzi e-mail dei presidenti delle associazioni nazionali.
Al di là di tutto ciò è importante che C.I. si chiarisca e si solidifichi in Europa e ciò può avvenire a profitto d’altre regioni, come il Mediterraneo. Inoltre il C.I. deve diventare una associazione di sviluppo, citeremo qui a titolo di esempio tutto ciò che riguarda il “quadro” di vita o l’ambiente”, poiché C.I. è una associazione di professioni e non una associazione professionale.

 

 

Durante il laboratorio B abbiamo costatato che l’identità di C.I. è un fatto compiuto, che l’internazionalizzazione è in corso, che bisogna conservare i valori di base del C.I. come pure l’identità dei Cobaty nazionali.
Sottolineiamo anche che sono necessari degli sforzi per comprendere le mentalità. Le culture e le differenze con cui abbiamo a collaborare. Quanto al C.I. in sé, dobbiamo esportare il suo messaggio che trasmette dei valori di indipendenza, fraternità e amicizia.
Dal punto di vista degli aspetti pratici è importante pensare al bilinguismo, informarsi e cooperare sulla rete, sviluppare e mettere in pratica l’aiuto delle associazioni nazionali, ma anche di prevedere delle manifestazioni proprie al C.I. come i congressi.
Durante il dibattito coi partecipanti sono emersi alcuni punti e problemi.
Abbiamo parlato dei due principi di base per C.I. che sono l’indipendenza e la pluridisciplinarietà, entrambi sottoposti al principio dell’etica.
Abbiamo considerato che il Cobaty è una associazione di professioni e non di professionisti.
Infine facendo la sintesi dei lavori dobbiamo considerare diversi elementi.
Notiamo che C.I. è una organizzazione in piena evoluzione, che l’etica professionale di cooperazione degli attori nel campo della costruzione ha un posto predominante e che sono presenti le basi per una vera federazione/associazione europea.
E’ interessante segnalare che gli obiettivi di C.I., ricoprono la diffusione di C.I. come organizzazione europea internazionale interprofessionale nel campo delle costruzioni, il bilinguismo (o trilinguismo?) che deve essere riconosciuto come condizione necessaria per superare i limiti della francofonia, ma anche la dimostrazione senza equivoci agli interessi dei valori aggiunti di C.I. e dei gruppi locali.
Infine costatiamo che tenendo conto delle azioni da compiere per diffondersi negli stati membri al di fuori della francofonia è necessario curare, ad esempio in Belgio, Germania, Paesi Bassi, e Regno Unito, qualche centro del C.I. che possa servire come referenza ed esempio pratico.
Pertanto a questo proposito bisognerà assolutamente tenere conto della differenza di mentalità e di cultura professionale. Per gli interessati, il valore aggiunto di una organizzazione o di un gruppo locale di C.I. deve essere chiaro e senza equivoci. Ogni timore di un raggruppamento illecito, citiamo ad esempio i mercati pubblici, deve essere dissolto.
C.I. merita di diventare un’organizzazione europea di primo piano, e ciò in una Europa allargata. Per riuscire ci vuole la motivazione, la volontà e la perseveranza; ci vuole la convinzione professionale e infine ci vuole anche molta pazienza

 

Questo primo incontro avrà certamente un seguito.
Il presidente Siaut ci offre le sue raccomandazioni per il futuro. Egli ritiene che bisogna far conoscere alla sede le attività dei diversi Cobaty nazionali e metterle a disposizione in rete.
Inoltre i Cobaty esistenti sono invitati a diffondersi, moltiplicarsi, farsi conoscere, per esempio dalle amministrazioni.
Ciascuno dei nostri collaboratori deve dedicarsi a preservare il carattere proprio del Cobaty di ogni paese e/o regione. Inoltre i gemellaggi sono da vedere sotto due aspetti. Da una parte essi sono lo spunto per trarre profitto dai gemellaggi già in atto tra città, dall’altra le associazioni più forti e consolidate prendono “sotto la loro ala” le associazioni nuove e a volte deboli. In più la sede è a disposizione dei membri.
Il presidente Siaut è in favore della creazione di un sito Internet molto performante, la cui utilizzazione è molto auspicata.
Infine quest’ultimo pone l’accento sull’importanza della partecipazione e del coinvolgimento alle manifestazioni del C.I., tanto più che ci sono ancora molti sforzi da fare.
Chiudendo la giornata il presidente ringrazia gli intervenuti, le persone della sede e i partecipanti, di cui alcuni “venuti da lontano”.

 

 

Gabriele Salvatoni
Questa manifestazione ha permesso di fare un punto della situazione e delle difficoltà incontrate. E’ chiaro che questa situazione deve essere comunque tenuta in considerazione.
Cobaty Italia è alla ricerca d’azioni internazionali da condurre ed è ugualmente pronto a partecipare a queste ultime.
Bisogna sapere che sono stati esposti dei problemi ma che non sono ancora state trovate delle soluzioni.
Gli scambi e gli incontri sono necessari per continuare a condurre queste azioni a buon fine

 

Conclusioni del Presidente J. SIAUT
Cobaty International è del tutto indipendente; la Francia ha lo stesso posto degli altri Cobaty Nazionali.
Nonostante gli antecedenti io sono e rimango indipendente alla testa di Cobaty Internazionale.
Per i lavori vorrei ricordare che per introdurre qualcuno al Cobaty bisogna che il presentatore sia sicuro che il suo “figlioccio/a” sia già stato istruito dei valori del Cobaty. Da quel momento ci si aspetta il meglio da ciascuno all’interno dell’associazione e ciò anche per quanto riguarda i valori che noi difendiamo, come l’amicizia, l’etica, e ancora la professionalità.
Ogni associazione deve sapere che ha degli impegni e dei compiti. La sua missione è di far conoscere e riconoscere sul nascere le condizioni per riunire i membri dell’associazione. Comunicare le nostre attività alla sede di Bruxelles ci permetterà di assolvere il nostro ruolo.
Anche se C.I. funziona bene ed è conosciuto e riconosciuto, non per questo il suo ruolo deve considerarsi concluso. Bisogna pensare e riflettere quando e come fare per creare altri Cobaty nel paese. Ciò sarà benefico per tutti.
Le regole sono la base stessa della creazione di un Cobaty senza però dimenticare che i Cobaty non devono essere tutti uguali.
Sottolineiamo la necessità di mettere in risalto le particolarità d’ogni paese per permettergli di conservare la sua espressione; è il sentimento di fraternità che deve risaltare.
Per creare o moltiplicare è necessario sentirsi coinvolti.  E’ chiaro che questo è un lavoro di lunga durata.

 

 

I gemellaggi devono essere visti sotto due aspetti diversi ma non antitetici. Da una parte, dal punto di vista internazionale, bisogna cercare di approfittare dei gemellaggi esistenti per “penetrare” in altri paesi a titolo di Cobaty.Ciò crea un coinvolgimento di persone al più alto livello.D’altra parte, dal punto di vista del patrocinio, il gemellaggio permette una migliore espansione.Il fatto di mettere due associazioni in parallelo è una buona iniziativa ma va tenuto conto che il “padrinaggio” non assolve dei compiti verso il C.I..
La missione fondamentale della sede è di essere all’ascolto di tutti i Cobaty.In futuro speriamo di ricevere molte domande e che in cambio avremo molte informazioni.Tutte le osservazioni sono benvenute.
Circa gli aiuti finanziari, è possibile che ci sarà un giorno in cui potremo realizzare questo tipo di intervento, tuttavia per il momento ciò non è considerabile.Non bisogna sempre chiedere noi si contribuisca, d’altra parte ciò è auspicabile nella misura in cui ci sia la presenza, nel senso di un buon ritorno.Per concludere ringrazio nuovamente il Cobaty Milano di cui ho apprezzato il calore e la particolare attenzione degli organizzatori.Un messaggio di apprezzamento è stato trasmesso a Karl-Heinz Zachmann e a Renato Caronna.

 

Traduzione a cura di Serena Bastianini